Mercoledì, 19 Gennaio
Cultura - Teatro - Il caso
Cia e Fbi, il fallimento delle Torri Gemelle
All’Elicantropo arriva Security, un’indagine teatrale sui fatti che hanno cambiato il mondo

di Emiliana Cirillo - emiliana.cirillo@larticolo.it


L’attentato alle Torri Gemelle ci ha costretto ad abbandonare il senso di assoluta sicurezza che pensavamo ci offrissero le società occidentali, super industrializzate e super vigilate. La percezione di un pericolo, di un attacco imminente ha scalfito l’accezione stessa del termine sicurezza. Ma, non c’era proprio modo di prevedere l’attentato del Septembre eleven e le instabilità sociali e geopolitiche che ha comportato? Da questa domanda prende le mosse “Security.

Fino all’11 settembre”, lo spettacolo-conferenza di Raimondo Brandi, in scena da domani al teatro Elicantropo. Si tratta di un monologo in forma narrativa la cui organizzazione ricorda un pò il “cunto” siciliano. Alle spalle di Brandi, attore e autore, c’è una tela sulla quale sono impressi, in maniera confusionaria, nomi e date che prendono forma e si organizzano con il procedere dello spettacolo. L’intento è fondamentalmente divulgativo. Il testo di Brandi mette ordine e senso in una marea di informazioni sull’11 settembre diffuse, in modo superficiale e scoordinato, dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione di massa.

«Lo spettacolo - afferma Brandi - offre una chiave di lettura assolutamente di parte, nel senso che segue una teoria. Ma tutto ciò che dico si basa solo su versioni e comunicati ufficiali, tra i quali il rapporto della Task Force Antiterrorismo del ’94, e quello del National-International Council del ’99, che prevedeva il dirottamento di un aereo e lo schianto sul Pentagono. Nel foglio di sala offro anche una bibliografia delle mie fonti, per dimostrare che c’è uno studio accurato e documentato sull’argomento. Il mio spettacolo non si basa su congetture, ma su dati organizzati. Comunque tutte le informazioni utilizzate sono facili da reperire. La maggior parte dei libri che ho consultato sono stati pubblicati in edizioni economiche, per cui sono realmente alla portata di tutti. Ciò che manca non è la reperibilità delle informazioni, ma la loro connessione. Oltre a un’adeguata divulgazione».

Il titolo dello spettacolo si rifà al “Security Act”, la legge americana che prevede che i documenti top secret restino tali per un massimo di 40 anni. Legge che Bush jr. ha leggermente modificato: d’ora in poi, infatti, per rendere pubblico un documento secretato, occorrerà non solo l’autorizzazione del presidente in carica, ma anche il consenso di tutti gli ex presidenti ancora in vita.

Dal punto di vista drammaturgico il monologo si struttura in tre parti di analisi. La prima, ripercorre gli avvertimenti e gli indizi dal 1993 (anno del primo attentato al world trade center) sino all’attacco dell’11 settembre. La seconda studia l’esatta dinamica dell’attacco e le reazioni della difesa, tenendo presente le due versioni ufficiali divulgate. La terza ed ultima parte, tratta della geopolitica e degli interessi americani nella zona Afghana. Tutto il racconto si snoda sul filo dell’ironia, giocando sulle contraddizioni interne che il collegamento dei fatti produce. È il caso di dire, dato il senso si trova anche il non senso. «D’altronde - racconta Brandi - una volta a Roma, nel corso della presentazione di un libro della Guzzanti, alla domanda “Cos’è la satira?” lei stessa rispondeva proprio: La satira è collegare le cose tra loro e darle un senso».

Raimondo Brandi, autore e attore di “Security”, è nato a Napoli nel 1976. Diplomatosi all’Academy Drama School di Londra nel 1998, ha lavorato a diversi spettacoli di drammaturgia contemporanea al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. Ha seguito Mimmo Cuticchio in diversi spettacoli - eventi per il festival di Santarcangelo dei teatri e altri festival siciliani, lavorando sulla narrazione e il Cunto. Allievo di Marcello V. Leziica, Laura Curino, Yoshi Oida, Enriche Vargas approda al teatro off dell’Elicantropo quasi per caso e quasi per caso nasce lo spettacolo “Security”.

«La rappresentazione - racconta Brandi - prende forma nel 2003 quando, durante una tournée, un amico mi regalò il libro di Gore Vidall “Le menzogne dell’impero e altre tristi verità”. Leggendo quel volume cominciai a pensare a quante informazioni ci fossero e quanto poco venissero divulgate. Così iniziai a chiacchierare di queste cose con amici a casa di amici, in realtà ho cominciato una vero e proprio tour. Lentamente le informazioni si ampliavano e io mi rendevo sempre più conto di quante cose le persone non sapessero. Anche la scrittura dello spettacolo, è nata per caso. L’autrice di uno spettacolo a cui presi parte nel 2003, stava organizzando un ciclo di conferenze alle quali mi invitò ad intervenire. Eravamo nel dicembre 2003 e scrissi il testo tramutatosi poi da intervento per la conferenza a spettacolo. La prima rappresentazione c’è stata alla Cometa Off di Roma il 31 marzo nell’ambito di “Liberi Esperimenti Teatrali”. La cosa difficile è stata proprio organizzare e collegare i fatti, dargli un senso».

Lo spettacolo indipendente e “pseudo ironico” di Raimondo Brandi sarà in scena al teatro Elicantropo a partire da domani sino al 30 gennaio nell’ambito della rassegna di Teatro Politico “Antieroi”.





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