Gazzetta di Parma 5 settembre 2005

Teatro di controinformazione

 

 

Qualcuno aveva dato ordine di bloccare e di disattivare la procedura operativa standard obbligatoria : un'ora e venti prima d'inviare i caccia da combattimento per seguire gli aerei dirottati! Carenza di tutta l'Aeronautica militare della Costa Est?: cos s'interroga nell'opera denuncia Le menzogne dell'impero e altre tristi verit Gore Vidal, l dove si viene a sapere anche di come Bush avesse proseguito sorridente la sua visita ad una scuola elementare di una cittadina di provincia una volta giunte le prime informazioni su quanto stava accadendo. L'11 settembre! Secondo la Costituzione Bush non solo il capo dello Stato, anche il comandante supremo delle forze armate . E c' tutto il discorso sul bisogno di governo stabile, ben ordinato, per impiantare gli oleodotti in Afghanistan: utilissimi a tal fine i rigorosi talebani! Ma come unire tutti questi dati e tanti tanti altri ancora, dare loro significato collegandoli nello spazio e nel tempo, renderli affascinanti all'ascolto? Ci vuole un attore! E davvero molto bravo! E cos stato con Raimondo Brandi al Teatro Magnani di Fidenza con lo spettacolo Sec u r i t y , proposto nell'ambito del ciclo di manifestazioni Lilliput. Senza mai reali certezze. Controinformazione? Certo e molto utile: nascono dubbi, inquietudini, con il desiderio di saperne di pi , verificare. Ma poi? Come essere certi se dare ragione all'uno o all'altro? Cosa pu realmente garantirci la sicurezza della verit? Lo stesso Brandi scherza su questo, raccontando, ad inizio di spettacolo, della sua favolosa avventura erotica con Claudia Schiffer e dell'amico al bar che dichiara di non crederci neanche li vedesse con i suoi occhi. Scetticismo esagerato? Allora bisogna dare fiducia a chi mostra documenti, avvicina fatti e dichiarazioni, svela nomi e cifre costruendo interpretazioni inattese su quanto accaduto l'11 settembre e ancora sta accadendo nel mondo? Ciascuno pu darsi le proprie risposte. Certo Security testo dello stesso Brandi, scenografia di Giuseppe D'Orazio, Alessandro Gaudio e Alessio Rota, musiche a cura di Daniel Bakalov una straordinaria galoppata, ad alta densit teatrale pur nella forma del monologo, attraverso le molte contraddizioni, tra dichiarazioni e smentite, legate alle responsabilit degli Stati Uniti nel mondo. L'attore in scena s'interroga in forma retorica, finge di stupirsi, mette in relazione personaggi ed eventi, chiede al pubblico, muta voce, alle spalle un grande pannello, coloratissimo, con localit, nomi, slogan, elementi sparsi della narrazione. Si ride spesso anche quando si perfettamente consapevoli che molte situazioni evocate raccontando hanno creato, e stanno creando ancora, sofferenze, angosce, lutti: lo spettacolo vince ma nello stesso tempo sedimenta pensieri su cui tornare. Brandi, spiega lui stesso, incontrato al termine di S e c u r i t y , ha fatto un lungo lavoro di raccolta d'informazioni, su giornali, libri, riviste internazionali, mettendosi poi in gioco per rendere questa materia capace di suscitare attenzione, curiosit, divertimento, riflessione. E sono stati davvero tanti, calorosissimi, con molti bravo! , gli applausi al termine. Valeria Ottolenghi